Innovazione tecnologica Settore della Nautica

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Il Progetto consiste in una attività di ricerca e sperimentazione finanziata dalla Regione Lazio al Polo Interprovinciale Formativo della nautica Roma-Latina, di cui l'istituto Caboto è capofila e soggetto attuatore, e riguarda la "PROMOZIONE DELLA CULTURA DELL’INNOVAZIONE E DEL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO NEL SETTORE DELLA NAUTICA".

Il Progetto di ricerca parte da un'idea a sua volta maturata sulla base di alcune considerazioni di mercato. L'Europa produce un terzo delle conoscenze scientifiche sviluppate a livello mondiale ed occupa una posizione di primo piano in ambiti quali la ricerca medica e la chimica. In campo tecnologico vanta importanti successi in settori quali l'aeronautica e le telecomunicazioni. Tuttavia si parla di "Paradosso Europeo" perché l'Europa pur essendo prima nella produzione di pubblicazioni scientifiche rispetto agli USA e al Giappone, è all'ultimo posto per numero di brevetti depositati. La vera debolezza europea risiede, quindi, nell'insufficiente capacità di trasformare la conoscenza tecnologica e scientifica in effettive opportunità imprenditoriali.

Il trasferimento tecnologico è un obbligo per le PMI laziali che, per competere nel mondo globale, non hanno che le risorse dell’innovazione e della creatività. I Poli Formativi, attraverso la realizzazione delle attività previste dall’azione di “Networking”, vogliono rappresentare il nodo di scambio tra chi sa inventare e chi cerca innovazione per tutta l’area vasta della Regione Lazio. 

Attraverso la LR 13/2008, la Regione Lazio ha inteso promuovere la ricerca in un'ottica di sistema e di rete. Con l’entrata in vigore della Legge regionale 4 Agosto 2008, n. 13, per la promozione della ricerca e lo sviluppo dell'innovazione e del trasferimento tecnologico, il Lazio ha valorizzato le proprie risorse nel settore, favorendo l'incontro fra la stessa ricerca ed il mondo imprenditoriale e creando le condizioni per garantire competitività al sistema produttivo.

Ospitando nel proprio territorio università e centri aventi carattere nazionale, la dimensione della ricerca nel Lazio è superiore a quella delle altre regioni italiane con investimenti corrispondenti quasi al doppio della media nazionale. La necessità è quella di dare un più ampio respiro alle attività realizzate, andando ad implementare i contatti e le relazioni in ambito nazionale e transnazionale, favorendo la circolazione delle idee e delle persone. Dovranno essere sviluppate iniziative volte a rafforzare la collaborazione, a livello europeo ed internazionale, tra imprese, università e centri pubblici e privati volgendo una particolare attenzione al miglioramento dell’efficienza ambientale ed energetica.

Sarà anche necessario incrementare e qualificare le risorse umane sostenendo, in particolare, l’inserimento di giovani ricercatori nel sistema dell’università e della ricerca pubblica, la mobilità e lo scambio, anche a livello internazionale, di ricercatori e manager d’impresa. Fondamentale, sarà l'individuazione, in settori strategici per lo sviluppo del Lazio, di centri di competenza quali nodi della Rete stessa, con funzione di collegamento tra il mondo della ricerca e quello produttivo: tale funzione può essere agevolmente svolta proprio dalla rete dei Poli Formativi del Lazio.